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Ti curi come uno schiavo o come un uomo libero?

“Ci sono due tipi di medicina: quella degli schiavi e quella degli uomini liberi. Quella per gli schiavi, SINTOMATICA, prevede la rapida rimozione del sintomo, perché il soggetto possa tornare al più presto al lavoro. Quella per gli uomini liberi, EZIOPATOGENETICA, prevede la conoscenza e la comprensione del sintomo, il suo significato per la salute complessiva del corpo, per l’equilibrio della persona e per la sua famiglia.” (Platone, filosofo greco IV secolo a.C.)

Un contadino sa bene che se una pianta dà un frutto malato probabilmente dovrà curare quella pianta. Se invece tutte tutta la piantagione produce frutti malati probabilmente è il terreno che ha qualcosa che non va.

Oggi milioni di persone sono malate e la cura che il nostro sistema occidentale offre è la cura “tradizionale” a base di farmaci. Spegniamo il sintomo e continuiamo a lavorare. Credo invece che se così tanti hanno problemi di salute probabilmente c’è qualcosa nell’ambiente e nel nostro modo di vivere, mangiare e pensare che non funziona.

Ecco appunto. Tutto il nostro mondo occidentale si muove grazie agli incentivi economici: se io lavoro voglio essere pagato, se ho bisogno di qualche cosa l’acquisto, se devo guarire da una malattia pago una cura. Credo sia chiaro a chiunque si ponga la domanda che il nostro sistema-salute è gestito interamente dall’industria farmaceutica la quale opera secondo i principi del business: massimizzare le vendite di farmaci e quindi i profitti. La salute della persona è sotto il controllo del medico il quale è incentivato (con magnifici convegni ai tropici) a prescrivere farmaci per la cura dei sintomi del paziente che poco sa di come rimanere in salute.

Se tu fossi un gelataio non vorresti forse che fosse sempre estate? E se tu fossi un produttore di farmaci, cosa desidereresti per la gente? Non vorresti che fosse sempre malaticcia vero?

Da diversi anni però si è aperta a tutti un’altra possibilità: grazie alla rete ci si può informare sulle cure disponibili, su come interpretare i messaggi lanciati dai sintomi per capire la causa di una malattia, si può iniziare a valutare la competenza di un medico (non sempre felici di veder messo in discussione il loro ruolo di esperti di malattie) e scegliere quello più adatto a te.

O più semplicemente è diventato sempre più facile e quindi comune trovare informazioni su come migliorare il benessere del proprio corpo, della propria mente e presto arriveremo a stare meglio anche nello spirito.

Alla medicina ufficiale si affianca quindi la medicina cosiddetta alternativa: puoi curarti con i fiori di Bach, con l’omeopatia, con la meditazione, con lo yoga demenziale, con la psicomagia, con la terapia verbale, con i massaggi shiatsu, con la medicina energetica, con il Qi Gong e tutte le discipline orientali, ecc… l’elenco non finisce mai (cerca su Google le parole che ho appena elencato e divertiti!).

Non mi sento di consigliare un medico, un autore particolare, un ricercatore o un divulgatore. Io ho iniziato a cercare su www.ilgiardinodeilibri.it, una libreria online specializzata su questi temi.

La ricerca della salute è un terreno di scoperta di sé meraviglioso e appassionante, ognuno secondo me dovrebbe intraprendere un percorso per diventare pienamente cosciente e responsabile del proprio benessere a tutti i livelli. Non approfittare però di vivere nell’era dell’informazione è un sacrilegio! Non è mai stato facile come oggi accedere a libri, corsi, pratiche meditative, cure di ogni tipo, non è mai stato così semplice conoscere medici appassionati che condividono la propria competenza.

Hai qualche problemino di salute che ti piacerebbe risolvere (tutti l’abbiamo!)? Inizia a cercare su google!

Buona ricerca!

Tommaso

7 Responses

07.24.12

Caro Tommy, intanto complimenti per l’idea di questo blog e per la scelta degli argomenti trattati finora. Mi permetto solo di dissentire sulla frase conclusiva di questo post, perché purtroppo mi confronto sempre più spesso con pazienti che, per il solo fatto di aver letto qualcosa su google, pensano di potersi sostituire al medico, con conseguenze anche gravi per la propria salute. Quello che credo sia importante sottolineare è che bisogna sempre verificare le fonti delle proprie informazioni, tenendo presente che ciò che si trova su google o wikipedia non è necessariamente corretto, specialmente in ambito medico. Inoltre, sinceramente trovo offensivo nei confronti di tutti noi che dedichiamo la vita alla ricerca e alla cura dei pazienti, scrivere che il sistema-salute è gestito interamente dall’industria farmaceutica. Condivido quindi l’invito a prendersi cura della propria persona e a non sottovalutare l’importanza di un corretto stile di vita e della prevenzione, nonchè della scelta consapevole del medico curante, ma invito ad avere ancora un po’ di fiducia in chi ha speso gli anni migliori della propria giovinezza tra una montagna di libri e tirocini massacranti guidato dal desiderio di curare il prossimo. Ciao!

07.24.12

Ciao Marty! Grazie per il complimento sul blog, detto da te mi lusinga molto.
L’80% del bilancio di una regione va in sanità, la gran parte di questi soldi vine usata per comprare farmaci che verranno poi buttati per la maggior parte. Io lo vedo con gli occhi di una persona curiosa dell’economia e poco competente in campo medico. Non ci vuole molto a capire quanto l’industria farmaceutica sia legata alla finanza e quindi all’economia e che abbia un peso titanico sulle amministrazioni pubbliche e di conseguenza sul sistema universitario. Il problema non sono i medici, anzi! E’ il sistema che limita la formazione di chi, come te, è fortemente appassionato alla cura del paziente a concentrarsi solo su una parte dell’essere umano e cioé il suo corpo fisico. Io sono molto felice del fatto che sempre più medici, spinti da curiosità e passione, allargano la propria ricerca anche alle sfere mentale, emotiva e spirituale e da persone competenti (e non newagers improvvisati!) sanno dare una mano concretamente a sempre più persone.
Uno stupido prima (forse) si affidava ciecamente al medico. Ora prima di andare dal medico legge su internet, ma se è stupido è stupido e non sa riconoscere e apprezzare una persona molto più competente di lui. Il problema non è l’accesso alle risorse, ma la responsabilità (leggi stupidità se vuoi) delle persone.
L’invito che faccio nell’articolo è solo quello di prendersi la responsabilità sulla propria salute e di usare il cervello.
Credo anche che la professionalità richiesta ad un medico stia cambiando: ora è importante che si avvicini alla persona (non paziente) per ascoltarla e capire insieme a lei qual è il percorso più adatto per arrivare alla guarigione e non alla semplice rimozione del sintomo.
Ti ringrazio molto per il tuo commento! Spero di vederti presto, ti abbraccio!
Tommy

07.24.12

Se posso dire la mia, credo che Tommaso volesse sostenere una cultura della medicina olistica ed eziologica contro quella meramente sintomatologica che, come paziente mi sono vista propinare in modo pressochè totale da tutti i medici che ho conosciuto. Perchè non sono fortunata e non vengo mai curata da dottori come la Marty, che sono certa affronti la cosa da un pdv diverso. 😉
In ogni caso, dato il presupposto, è normale che poi il post abbia sostenuto quello con toni, a volte, un po’ assolutistici, ma è il senso che conta. Baci a tutti e due

07.24.12

Ciao Tommy, come sai leggo sempre ma non commento mai :-)
Volevo solo sottolineare un punto che per me è importante. Secondo me è verissimo che la medicina spesso si basa su: sintomo –> farmaco –> cura del sintomo, ma non sempre le cosiddette medicine alternative sono diverse. Alcune si, ma non tutte.
Quindi credo che la nostra scelta consapevole può essere fatta sul medico, perchè l’accesso facile alle informazioni può essere anche una lama a doppio taglio.

Una domanda provocatoria in riferimento al titolo: se prendo un farmaco omeopatico lo faccio perchè sto consapevolmente facendo una scelta di un certo tipo o sono schiavo solo di un sistema diverso?

07.24.12

Mi piace questa Ileana, me la presenti?!

Sono d’accordissimo, infatti (con un’attesa di 3 mesi, se non sei grave, chiaramente dettata dalla ancora relativa scarsità di questi personaggi), mi sono scelta un medico che penso e spero sia del tipo di cui lei parla.
La certezza poi non c’è mai per niente e per nessuno, ma insomma, si cerca di fare valutazioni sensate per quanto possibile…

E sono altrettanto sicura che metà del cosiddetto alternativo sia puro marketing, per quanto io continui a sostenere che l’effetto placebo, entro certi limiti, sia uno dei “farmaci” (in senso etimologico, sia rimedio che veleno, è potentissimo in ogni senso) più efficaci di cui disponiamo, e per che canali passi quello, solo Dio lo sa 😉

In ogni caso la scelta, quale che sia, può parimenti essere da pecorone o da consapevole, non è il cosa che la determina ma il come la facciamo.

Provocazione spinta anche io: ma se per buona percentuale (di casi e di gravità degli stessi) è l’insieme del nostro io a farci ammalare (capite l’assolutismo dell’affermazione, ve ne prego), inteso come unione corpo-mente-psiché (anima, spirito…), perchè non dev’essere, sempre in buona percentuale, quello stesso insieme a farci guarire?

La spia della benzina è solo il sintomo che la benzina manca, è quasi un’amica, se non la trascuri, la capisci e la ascolti per agire di conseguenza…

07.24.12

Con piacere :-)

Non vorrei dirottare la discussione sui farmaci tradizionali o alternativi, ma
se uno è consapevole di prendere un placebo non perde la sua efficacia?
Purtroppo in questo caso forse la cosa migliore è l’ignoranza (nella sua accezione etimologica) 😀

La mente e lo spirito influiscono tantissimo sul corpo, ma non è banale riuscire a sfruttare questa interazione.

07.24.12

Ci mancherebbe, certo che perderebbe di efficacia, mi sono espressa male io, intendevo dire che a volte quella parte di medicina alternativa che è davvero solo marketing, acqua e un po’ di zucchero (ma che tu credi per ragioni tue possa essere miracolosa o poco meno) magari per effetto placebo qualcosa lo fa davvero. Talvolta più di qualcosa. Scusate l’involuzione delle mie frasi 😉

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