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Sinceramente. Sei attivo o parassita?

Il mio paese, ma vorrei dire tutto il mondo, si divide in due gruppi:
– ci sono quelli attivi, che producono, che creano valore, che sono utili alle altre persone;
– ci sono poi i parassiti, quelli che beneficiano del lavoro altrui, che vivono di rendita, sono quelli che non rischiano nulla di proprio, quelli che pretendono.

“il mondo si divide in due gruppi: quelli che dividono il mondo in due categorie e quelli che non lo fanno. Ecco, io lo faccio.” (cit. Ken Robinson)

Non ci sono persone migliori o peggiori. Giusti o sbagliati. Onesti o disonesti.
Semplicemente attivi e parassiti.

Non è nemmeno una questione di categorie professionali.
Chi di voi ha mai incontrato un dipendente delle poste (categoria spesso presa come esempio di indolenza) capace di risolvere i problemi, velocemente e con cortesia? Io li trovo spesso.
Chi ha mai incontrato persone che si dicono imprenditori e invece hanno ereditato qualche casa e vivono della semplice rendita che queste risorse generano senza aggiungere nulla di loro?
Chi di voi conosce lavoratori infaticabili o dipendenti pigri e irritanti?

Extracomunitari onesti e generosi?
Familiari insopportabili?

Attivi o parassiti, non è nemmeno una questione di partiti politici.
Non esistono destra e sinistra.
Ho chiesto spesso quale fosse la differenza ma nessuno ormai è più in grado di distinguere.
Si finisce sempre a parlare dei leader politici ma destra e sinistra sono due concetti ormai superati.
Ci sono persone che trovano soluzioni e invece persone che pretendono che siano gli altri a pagare le tasse, a fare sacrifici, a rischiare, “quelli non capiscono nulla! Che ignoranza…”.

Ci sono insegnanti che semplicemente occupano una cattedra e il tempo dei propri studenti.
Altri che si fanno in quattro per trasferire l’amore per la curiosità e la cultura ai propri ragazzi.
I primi spariscono, i secondi restano nel cuore dei giovani per sempre.

Ci sono lavoratori che si appoggiano a peso morto sui propri diritti, sulle conquiste sindacali e sulla prassi di quello che è sempre stato.
Altri che si concentrano unicamente nel risolvere al meglio i problemi che sono loro assegnati, che fanno propria la missione del proprio datore di lavoro. Questi non vengono mai mandati via e a loro il diritto non serve: hanno la fiducia e la stima.

Ci sono anziani che hanno finalmente tagliato il traguardo della pensione e si sentono legittimati a sedersi “perché ho lavorato tutta la vita e la pensione è un mio diritto”.
Altri invece che hanno passato la loro vita ad aiutare le altre persone, a rendersi utili e che giunti all’età matura si mettono al servizio di mamme impegnate per tenere i bimbi, fanno compagnia ad altri anziani meno fortunati, si occupano di piccoli lavori al servizio dei propri vicini di casa.

Ci sono i parassiti che pretendono, ci sono gli attivi che donano parte di sé, del proprio tempo e dei propri affetti e risolvono i problemi.

Non ci sono cappelli politici, tutti pensano di essere nel giusto, tutti credono che le proprie idee sono quelle che risolverebbero tutto.
“Quelli là invece sono degli idioti che non capiscono un c…”.

E invece ci sono solo persone che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto scelgono se essere attivi o parassiti.

Tu sei un attivo o un parassita?

Prova a farti qualche domanda.

Qual è il vero valore che crei? Che problema stai risolvendo oggi?

Chi ti paga? I tuoi clienti o il tuo capo? Che problemi stai risolvendo al tuo capo? Sei lì solo perché hai un contratto firmato ed è tuo diritto prendere lo stipendio?

Sei un dipendente pubblico? Sai che il tuo capo sono i cittadini? Che problema stai risolvendo ai tuoi cittadini? Ti sei mai chiesto da dove vengano i soldi del tuo stipendio? Sono dei cittadini che producono valore, quelle partite IVA che lavorano per creare valore e dare degli stipendi ad altre persone.
Sono le loro tasse che pagano il tuo stipendio. 
Risolvi loro dei problemi e merita il loro rispetto.

Sei un pensionato? Pretendi la tua pensione? A chi dedichi ora il tuo tempo? A chi stai dando un aiuto concreto?

Poltici, capi, la televisione, i giornali che leggiamo, tutti ci abituano sempre a pensare al conflitto tra “buoni” e “cattivi”, tra “giusti” e “sbagliati”, tra “disfattisti” e “ottimisti”, “grillini” o “renziani”.

Io sto provando a pensare invece che la divisione più interessante è quella fra attivi e parassiti.
Perché nessuno vuole essere considerato un parassita.
Ma sono pochi quelli che si meritano davvero il rispetto e la stima per l’esempio che danno.

Tu, onestamente, come ti senti?
Sei una persona attiva che contribuisce o un parassita che pretende?

Prima di pensare o esprimere una qualsiasi critica ad un altro rispondi a questa domanda.
Poi ti ascolteremo volentieri.

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