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Mia zia nuota come la Pellegrini (ma senza i tacchi a spillo)

 

Ho sempre amato lo sport anche se ne faccio meno di quanto vorrei.

Oggi è un giorno speciale per tutti gli amanti dello sport perché cominciano le Olimpiadi a Londra. Un tempo erano un momento sacro agli dei greci, al punto che addirittura pare che tutte le guerre si fermassero. Oggi è un momento sacro alle nuove divinità: grandi brand multinazionali che crescono i loro nuovi Achille dai fisici perfetti e dalla mente vincente.

Fino a qualche anno fa adoravo seguire tutto dello sport e del calcio in particolare. Poi ho capito la sua funzione e mi diverte molto meno.

Lo sport oggi è mediatico, vive di visibilità televisiva e di contratti pubblicitari, è puro intrattenimento, spettacolo. Silvio Berlusconi da presidente del Milan ne ha fatto un trampolino di lancio per la scena politica e per costruire un’immagine di successo.

Quando le cose vanno male nel nostro paese ci aggrappiamo alla Nazionale sperando con tutte le nostre forze che un successo dia sollievo (e soprattutto distrazione) alla gente. L’importante è l’illusione. Non importa se tutto è truccato o se una squadra non rispetta i regolamenti. Il grande giocattolo del calcio funziona anche se non sappiamo se la Juve abbia 28 o 30 scudetti.

Ammetto che però adoro vedere lo sport ad alti livelli, in cui gli atleti giungono al culmine delle loro capacità e compiono gesti impossibili per altri umani. Io una maratona l’ho completata in 4 ore e 15 minuti e sono convinto che sul traguardo ci fosse la Madonna ad accogliermi. Un professionista ci mette poco più di 2 ore. Io forse in bicicletta ci riesco. Forse.

Siccome ogni cosa che venga proposta sui mass media diventa popolare io vorrei che tutti imparassimo il meglio dagli atleti che vedremo in questi giorni e ne traessimo insegnamento e ispirazione. Magari a vedere Federica Pellegrini ci viene voglia di iscriverci alla piscina, o ammirando Husain Bolt decidiamo di scoprire se esiste un campo di atletica in città! Sì perché lo sport vero, quello interessante, è quello che facciamo noi. O sbaglio?

Oggi come non mai è facile fare movimento, sport, coltivare la propria salute, trovare informazioni, imparare a correre 10 km da zero (bel sito di Max Pozzi), o addirittura trovare una squadra con cui giocare a calcetto o basket nella propria città (e conoscere gente nuova) con Fubles.

Troppo spesso oggi non si fa più sport per amore dello sport stesso e del divertimento ma bisogna sempre essere migliori degli altri al punto da arrivare a usare il doping anche a livelli bel lontani da quelli mediatici. La pratica sportiva invece è un’occasione splendida e nobile per mettere alla prova spirito e mente in armonia con il proprio corpo.

Il miglior esempio in questo senso l’ho scoperto conoscendo Massimo Mondini e il suo Movimento Arcaico: un percorso di riscoperta delle abilità fisiche e mentali che ognuno di noi ha ma che il nostro stile di vita di solito inibisce o blocca. Con una serie di semplici esercizi si torna a pensare, sentire le sensazioni, reagire fisicamente agli stimoli come quando si è assolutamente al meglio delle nostre condizioni.

Godiamoci allora questo spettacolo di Londra, prendiamo tutta l’ispirazione possibile e poi mi auguro che, persi Del Piero, Ibrahimovic e Thiago Silva, senza più campioni del calcio in Italia cominciamo a spegnere la televisione e iniziamo a fare noi un po’ di sport.

Come sempre se ti va lascia un tuo commento e se l’articolo ti piace condividilo! Se non ti va, saremo tutti un pochino più tristi ma ce la caveremo lo stesso.

Tommaso

2 Responses

07.27.12

“Lo sport oggi è mediatico, vive di visibilità televisiva e di contratti pubblicitari, è puro intrattenimento, spettacolo” mi permetto solo di sottolineare che non credo stia qui, in sè, il male: lo sport è sempre stato questo, è sempre stato spettacolo, intrattenimento, catarsi, pubblicità secondo i tempi (no, magari gli antichi greci non avevano i 6×3 e gli iPad, ma sapevano lo stesso come fare promozione e perfino propaganda, garantito). Sul resto capisco il discorso -e il filo di disillusione e delusione – di Tommaso.

07.27.12

[…] prossimo 23 febbraio verra’ a Padova Massimo Mondini (ne avevo già parlato in un vecchio articolo) per tenere un seminario di mezza giornata proprio sull’essere […]

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