0

Facciamo una bella legge contro i terremoti. Non ci piacciono.

C’è una cosa che proprio non mi so spiegare.

L’essere umano esiste da milioni di anni ed è l’unico essere vivente che non sa ancora vivere nel suo pianeta e nel suo habitat naturale. Solo nell’ultimo secolo abbiamo avuto un impatto sull’equilibrio naturale del pianeta come mai nella storia della vita sulla Terra. Non è strano? Possibile che abbiamo dubbi su cosa ci faccia bene mangiare, non sappiamo in quale ambiente è meglio vivere, come stare bene in genere. Sembra che siano cose che dobbiamo imparare. Chissà se anche gli animali e le piante devono imparare a vivere secondo certi protocolli oppure semplicemente nascono e crescono sapendo istintivamente cosa è vitale o mortale.

Anni fa ho letto “Ishmael” di Daniel Quinn, un libro che mi ha spalancato la mente sul mio rapporto con l’ambiente. Pare che nelle librerie non sia più reperibile in italiano (ma io ho trovato un ebook su internet). E’ la storia di un uomo che trova il suo maestro di vita in un gorilla, proprio così, di nome Ishmael che gli illustra un punto di vista diverso da quello umano sull’equilibrio della vita sul nostro pianeta. Siamo ipnotizzati da un mito molto potente:  che l’uomo è distinto dalla natura che lo circonda, ne è in qualche modo il padrone e ne dispone secondo il suo giudizio.

Invece è vero il contrario. L’uomo non è circondato dalla natura ma è natura. Non detta le regole ma è soggetto alle leggi naturali come tutti gli esseri viventi e in quanto tale se non rispetta queste leggi muore. Semplice.

In virtù di questo mito pensiamo di regolare la vita sul pianeta con grandi accordi internazionali, piani industriali, piattaforme per la gestione dei rifiuti, premi speciali per l’ecologia. Poi arriva un terremoto, uno tsunami o un’alluvione e ci rendiamo conto che le nostre sono solo magnifiche illusioni.

Siamo nel mezzo di epocali cambiamenti e chi lo nega dovrebbe uscire di casa un po’ più spesso. Ognuno di noi ha un ruolo e chi non si prende la propria parte di responsabilità non fa nient’altro che dare il proprio potere a qualcun altro che deciderà per lui.

Allora possiamo decidere di continuare a perpetuare il modello della crescita infinita che ci incentiva a trasformare quanto più in fretta possibile le risorse naturali in rifiuti perché questo aumenta il PIL, oppure possiamo scegliere di vivere in maniera diversa, possiamo metterci alla ricerca di altre soluzioni e altri stili di vita più in armonia con il pianeta.

Una serie di proposte molto interessante viene dal movimento della Decrescita il cui portavoce più noto in Italia è Maurizio Pallante.  Da quando ho letto il suo libro “La decrescita felice” mi sono accorto di quanto la mia vita individuale abbia un impatto sull’ambiente e ho iniziato ad essere decisamente più sensibile ai temi del consumo consapevole. O perlomeno a ragionarci un po’ su prima di “divorare” tutto insomma!

Le iniziative di presa di consapevolezza sui temi ambientali sono pressoché illimitate a dimostrazione che non si tratta semplicemente di un argomento interessante, una rubrica di un magazine o un hobby per il fine settimana. Piuttosto è un tema che ci accomuna tutti e per il quale ognuno di noi ogni giorno fa delle scelte, consapevole o no.

L’alternativa è, come sempre, lasciare che altri decidano per chi non è capace o non ha voglia di mettersi un po’ in discussione.

Buon cammino!

Tommaso

 

Leave Your Response

* Name, Email, Comment are Required

Cerca

Iscriviti alla newsletter

Facebook